Load logo

La vendemmia 2014

Come è andata quest’ anno la vendemmia?
E’ la domanda che mi viene rivolta più spesso in autunno e solitamente la risposta è relativamente semplice e comunque stringata: molto bene. - non mi lamento. – è un’ annata memorabile! – ho visto annate migliori ma la qualità c’è... e via dicendo.
Ma in questi ultimi due autunni non basta una frase per rispondere anche solo qualcosa che lasci intendere come è veramente andata ! Non c’è stato niente di scontato e niente è stato semplice : non posso dire che sia andata male e non posso dire che sia stata ottima, l’ unica certezza è che è stato molto difficile.    Per mesi abbiamo visto vento ed acqua e quasi a fine estate è arrivata anche la grandine. Il sole alla fine c’è stato , ma per troppo poco tempo, quindi le temperature non sono mai state molto alte. Tutto ha influito negativamente sulla maturazione dell’ uva, creando molteplici differenze nei frutti, anche di uno stesso filare... anche tra gli acini dello stesso grappolo.
La vite ha un anima cinica, vive di logica di sopravvivenza, dà e toglie linfa ai suoi frutti salvaguardando sempre la propria stessa esistenza come pianta. Non potendo noi darle il sole se non c’è, l’ abbiamo dovuta accudire come balie, perché vogliamo i suoi frutti e faremo sempre il possibile per aiutarla a darceli.
Ogni temporale, ogni ventata, portavano danni. La sera con il naso all’ insù ad ispezionare il cielo sempre gonfio di pioggia e rischiarato da tanti fulmini quanti  tuoni roboanti. Non proprio una ninna nanna per chi cura coltivazioni all’ aperto...
La mattina seguente di corsa a riparare danni e proteggere subito le uve che l’ acqua ha dilavato del composto di zolfo che le protegge, lasciandole in balia di insetti, batteri, parassiti.
Nel cuore dell’ estate,  in Luglio ed Agosto, quando il sole avrebbe dovuto fare la differenza, sul nostro territorio si sono abbattuti  la bellezza di 24 grandi temporali dei quali alcuni sono durati giorni. E’ difficile in questo contesto proteggere le piante da parassiti, erosione, rotture da vento, o asfissia idrica.
Ma non ci siamo abbattuti, non si molla mai in effetti e, all’urlo di: “finché c’è uva c’è speranza”, armati di olio di gomito ma soprattutto grazie all’ importantissimo lavoro svolto  in vigna da Massimiliano Sandri (neo papà di due splendide gemelle, vendemmiate dall’ albero della vita il 30 di Settembre)siamo riusciti a salvare tanta uva e a portarla a maturazione sana. 
Tanta purtroppo non si è potuta salvare in particolar modo quella colpita da grandine che quindi non è stata vendemmiata.  Di quella raccolta poi si è dovuto comunque procedere ad una ulteriore selezione manuale per permettere solo ai grappoli migliori, sani e maturi di raggiungere la vinificazione.
La raccolta a mano è fondamentale per la conservazione del grappolo sano e intero che non deve essere rotto prima dell’ arrivo in pressa in cantina.  Così i frutti vengono adagiati in cassette del peso massimo di 13 kg e trasportati in cantina entro 2 ore dal taglio e posti al freddo a circa 3°C prima della lavorazione.  

Fortunatamente (perché un pizzico di fortuna serve sempre a tutti) e con grande impegno, anche quest’ anno posso garantire la produzione di Spumanti, Vini Bianchi e Rosati, così come l’ attesa terza edizione del Rosé Vintage. A pagare un po’ pegno sarà il vino “Rosso” per il quale la tecnica di produzione non mi permette, in annate così complicate, di giungere ad un prodotto eccellente.
Anche quest’ anno, come quello passato, non posso produrre il Rosso Vintage per il quale se ne riparlerà l’anno prossimo.
In conclusione quindi è stata una lunga battaglia, combattuta contro il tempo in ogni senso,  cominciata a Gennaio ed appena conclusa, dalla quale usciamo vittoriosi e quindi contenti ma sicuramente... un po’ pesti !

Andrea G.

?

CAPTCHA Image